Aggiornato il 15/1/2018
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Colesterolo – una proteina che mima gli effetti del colesterolo buono


Ovviamente si dovranno fare grandi e lunghi trial per provare che davvero la nuova cura sperimentale riduce infarti ed ictus. Dieci anni fa lo si era sperimentato sugli animali. Come mai allora per tanto tempo nessuno ha fatto la prova sull’uomo? Semplicemente perché l’idea di somministrare in vena il colesterolo buono non si può brevettare. Lo potrebbe fare chiunque. E allora nessuno ha interesse a spendere soldi (tanti) per dimostrare che funziona. La piccola società Esperion, che ha finanziato lo studio su Jama, ha trovato il modo di aggirare questo ostacolo, usando una proteina umana mutante prodotta con il metodo ricombinante che era stata scoperta e brevettata quasi 25 anni fa. E qui c’è il versante italiano della storia. La molecola in questione è infatti la famosa ApoA-I Milano, una variante della proteina che forma l’HDL. La trovarono C. Sirtori e G. Franceschini nel 1980 in 40 abitanti di Limone sul Garda, e sembrò essere una chiave di longevità. Si è poi scoperto che non è vero, ma il brevetto è tornato comodo ora per provare a sturare le arterie con l?HDL. In realtà, come dice ancora Jama, è possibile anche che l’ApoA-I normale, o altre forme, funzionino altrettanto bene, se non meglio. Questo spiega perché la faccenda è in mano a una società di venture capital come Esperion (lo stesso Sirtori ha contribuito a fondarla nel 1998), mentre un colosso come la Pfizer detiene solo l’opzione di subentrare nello sviluppo successivo, se ci sarà: c’è comunque il rischio che l’esclusiva svanisca nel nulla.
Dovremo aspettare molti anni per sapere come finirà la storia della ApoA-I Milano, cominciata un quarto di secolo fa.
Intanto possiamo solo porci una domanda: quante sono le linee di ricerca che, pur essendo molto promettenti per la salute di tutti, non vengono neppure prese in considerazione perché nessuno può essere certo di trarne grandi profitti?

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